
E' orami evidente come l'informazione in Italia venga gestita in maniera mediatica. Cosa intendo dire. Le notizie vengono presentate solo se fanno audience. Solo se sono strappalacrime, o tendenziose, o scavano nella vita privata, piccante o sciagurata di qualcuno. Non solo vip, ma anche gente comune, carne succulenta, servita su un piatto d'argento agli sciacalli del giornalismo. Bene. Preda ambita e facile bersaglio del momento sono anche gli stranieri in Italia, quotidianamente indicati come i mostri della porta accanto, quelli pronti a derubarti, a stuprarti, a tagliarti la gola per strada... quelli che sono venuti in Italia per turbare i nostri sonni e "che se ne tornassero a casa loro!". Si, perchè nel paese dei cattolici e dei benpensanti, danno fastidio. E i media non aiutano certo. Agganciato in corsa il treno della xenofobia, ci presentano quotidianamente storie di ordinario terrore, che alimentano il fuoco che già arde nella gente. L'intolleranza. Ma occorre fare una precisazione. Tutte le storie che vedono gli stranieri come carnefici vengono presentate nella solita confezione che contiene rabbia e lacrime, non altrettanto avviene quando gli stranieri sono le
vittime. Anzi a dire il vero, a volte non se ne parla nemmeno, come racconta Gennaro Carotenuto in un articolo pubblicato sul sito di Gianni Minà. Una giovane donna romena e due bambini investiti da un nostro connazionale in stato di ebbrezza.
http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=92Si è inoltre costituito
"Il triangolo nero", un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne,
elaborato da Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce e il collettivo Wu Ming nella sua totalità. A questi nomi si sono aggiunti Gad Lerner, Erri De Luca, Bernardo Bertolucci, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Moni Ovadia, Nanni Balestrini, Franca Rame, Stefano Tassinari, Marcello Flores, Andrea Bajani, Lisa Ginzburg, Lanfranco Caminiti, Ugo Riccarelli, Enrico Brizzi, Marco Mancassola, Simona Vinci, Raul Montanari, Giulio Mozzi, Andrea Porporati, Sandro Veronesi e moltissimi altri, per ricordare che non si può condannare un popolo per colpa di singoli individui.
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